Il significato di off shore

Dopo la pubblicazione dei Panama Papers ad Aprile 2016, è emerso lo scandalo delle cosiddette società off shore: vediamo il significato di questa espressione.

I Panama Papers

Il 3 Aprile 2016 venne pubblicato dai giornali di tutto il mondo un fascicolo contenente informazioni dettagliate sul funzionamento di Mossak Fonseca, studio legale panamense che si occupa di gestire la creazione e il mantenimento di più di 214.000 società off shore. L’informazione, però, che ha causato il maggior scandalo, è stata la lista dei nominativi degli azionisti e dei manager di queste organizzazioni: coinvolgono infatti numerose personalità pubbliche internazionali, dai leader dell’Arabia Saudita a Vladimir Putin, fino ad alcuni importanti dirigenti della FIFA. Tutto ciò ha aperto il problema su che cosa significa off shore e che impatto abbia sull’economia globale.

Il significato di off shore

Off shore tradotto letteralmente significa: “fuori giurisdizione” ed infatti va ad indicare tutte quelle organizzazioni che hanno la propria sede legale in uno stato estero rispetto a quello in cui hanno effettivamente sviluppato i propri affari più importanti. Nella concezione comune su cosa significa off shore, si fa oggi coincidere questa espressione con quelle aziende collocate nei cosiddetti “paradisi fiscali”. Tutte le altre società vengono denominate al contrario on-shore: sono quelle che pagano normalmente le tasse e presentano la contabilità alle autorità del proprio paese. Avviare una società off shore è estremamente facile: bastano poco più di 48 ore e non servono dipendenti, uffici e nemmeno un titolare. Proprio per questo esse sono quasi sempre delle scatole vuote create ad hoc per registrare grossi guadagni evitando il pesco fiscale del proprio paese.

Dove nascono: i paradisi fiscali

Parlare di paradisi fiscali è indispensabile per delineare cosa significa off shore. Questi stati prescelti, infatti, sono generalmente quelli in cui si trovano tasse limitate e soprattutto la garanzia del segreto bancario. Questo significa che le autorità di questi paesi possono rifiutarsi di collaborare con le altre amministrazioni internazionali, proteggendo così i dati relativi a queste società. Si pensa comunemente che questi stati coincidano solo con le classiche isole tropicali (Isole Vergini, Bahamas, Bermuda, ecc), ma anche grandi stati dell’economia mondiale, come Regno Unito, Austria e Nuova Zelanda, consentono la creazione di queste società a tassazione quasi nulla.

Legale o illegale?

Aprire una società off shore non è necessariamente una pratica illegale: per la nostra legislazione italiana, ad esempio, non si tratta di reato, ma diventa una violazione delle norme tributarie se lo si fa in maniera occulta. E’ necessario, infatti, dichiarare ogni cosa alle autorità del proprio stato, soprattutto la quantità di denaro che si gestisce e mettere chiarezza su cosa significa off shore. Spesso, infatti, le organizzazioni off shore nascono solamente per evadere le tasse del proprio paese, riciclare denaro che giunge da mezzi illegali e, in alcuni casi, sfuggire anche alle richieste di ex-mogli. Inoltre, in molti ne mettono in discussione l’eticità, ritenendo che vadano a violare i principi base dell’economia, in modo particolare quello della libera concorrenza.

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