Tassazione prima e seconda casa in Italia

Parliamo di tassazione sulla prima e sulla seconda casa, illustrando tutte le novità introdotte con la Legge di Stabilità 2017 e le eventuali agevolazioni a disposizione dei cittadini.

Imu sulla prima casa

L’Imu, imposta municipale unica, non si paga per la prima casa. La tassa racchiude la vecchia imposta comunale sugli immobili (ex Ici) e imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef). L’Imu non viene infatti applicata alle abitazioni principali a meno che queste non rientrino in specifiche categorie, tali da essere definiti immobili di lusso. In particolare si fa riferimento ad abitazioni di tipo signorile (cat. Catastale A/1), ville (A/8), castelli, palazzi signorili con particolari pregi storici e artistici (A/9). In questo caso viene applicata una aliquota pari allo 0,4%. Esistono però dei casi particolari in cui viene confermata l’esenzione dal pagamento dell’Imu. I separati non dovranno, infatti, pagare la tassa sulla casa assegnata al coniuge. Sono esenti anche gli immobili ad uso sociale o di proprietà del personale in servizio permanente di Forze armate, Polizia o Vigili del Fuoco. Altri casi specifici sono direttamente gestiti dal Comune che, ad esempio, può equiparare ad abitazione principale l’immobile (puché non venga affittato) di un anziano o anche disabile ricoverato in un istituto.

Riduzione IMU per comodato d’uso gratuito a parenti di primo grado. Esiste un caso specifico in cui viene applicata una riduzione del 50% della base imponibile qualora abitazioni siano concesse in comodato d’uso gratuito tra genitori e figli.

Imu sulla seconda casa e immobili di lusso
Sono tenuti a pagare l’Imposta Municipale Unica i possessori di seconde case o di abitazioni di lusso. La prima rata è stabilità per il 16 giugno mentre il saldo entro il 16 dicembre.

Chi paga la Tasi?

La Tasi, invece, è il tributo per i servizi indivisibili. Al suo interno confluiscono le spese del comune per i servizi al cittadino. Dal taglio del verde alla manutenzione delle strade, arredo urbano, attività della Polizia municipale, illuminazione pubblica e altro ancora. Come già stabilito per il 2016 anche per il 2017 è prevista l’esenzione dal pagamento della Tasi sulla prima casa ma nel caso specifico in cui i componenti dello stesso nucleo familiare sono residenti in abitazioni diverse, l’esenzione verrà applicata esclusivamente ad un componente del nucleo familiare. Anche le pertinenze dell’abitazione principale sono esentate dal pagamento della Tasi (ad esempio garage, box, magazzini) Le aliquote massime applicabili dai Comuni sono di 0,8%. L’amministrazione avrebbe potuto scegliere di abbassare l’aliquota ma non di aumentarla.

Riduzioni ed esenzioni Tasi, a chi spettano

L’esenzione non riguarda gli immobili che non siano abitazioni principali e anche le case che rientrino nelle categorie di lusso, esattamente come accade per l’Imu.Godono di una riduzione del 50% della base imponibile dell’imposta i proprietari che concedono ai figli un’abitazione in comodato d’uso gratuito.
Non pagheranno invece la Tasi gli inquilini che hanno scelto l’immobile come abitazione principale, chi invece si sposta per lavoro o per studio senza spostare la propria residenza continuerà a pagarla. Stesso discorso per i separati e divorziati, qualora la casa sia stata assegnata all’ex.
Riduzione del 50%, invece, per i proprietari degli immobili definiti inagibili. Infine anche i cittadini residenti all’estero dovranno pagare la Tasi ad eccezione dei cittadini che percepiscono una pensione nel paese di residenza, sempre che l’immobile non sia in affitto o in comodato d’uso.

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