Riserve Oro Italia al Terzo Posto nel Mondo ma Basta

Sono circa 2.500 tonnellate le riserve di oro custodite nei caveau di Banca di italia che alla quotazione attuale corrispondono a circa 100 miliardi di euro, questa quantità d’oro pone lo stato italiano al terzo posto nel mondo come quantità di riserve d’oro.
Un primato piuttosto effimero per un paese che versa in una condizione economica finanziaria che rischia di avere un valore solo simbolico come quello di una vecchia medaglia che ricorda un glorioso passato.
In modo ciclico la questione di utilizzare parte delle riserve d’oro per risolvere almeno parte dei problemi economici italiani viene riproposta e in modo altrettanto ciclico vengono riproposte le teorie che questo non può essere utilizzato per tutta una serie di ragioni più o meno ragionevoli.

riserve oro italia

L’unica ragione sensata per la quale non merita utilizzare le riserve d’oro per cercare di risanare l’economia italiana è che tutto il loro valore non sarebbe sufficiente a pagare il 5% dell’intero debito pubblico italiano che si aggira sui 2300 miliardi di euro.
I numeri da soli spiegano l’inutilità di un’operazione che non darebbe alcun beneficio, meglio allora sarebbe utilizzare parte di esse per risolvere alcune emergenze economiche reali del paese.
A prescindere dal fatto se sia più o meno opportuno l’utilizzo delle riserve auree, la cosa certa è che la questione delle riserve d’oro è l’ennesimo paradosso tutto italiano che si può spiegare soltanto con il crollo del sistema economico non solo italiano ma di tutto l’occidente incapace di far fronte sul mercato libero alle ben più competitive economie asiatiche.
Ma come mai un paese che nel panorama mondiale attuale ha un peso specifico economico e finanziario molto limitato ha molte più riserve d’oro di tanti altri stati ben più forti.
In passato l’oro era un mezzo per dare stabilità e valore alle valute che i paesi stampavano, questo sistema di bilanciamento conosciuto anche come Gold Standard è stato utilizzato in quel periodo in cui i paesi occidentali erano quella parte di mondo che meglio rappresentavano il sistema economico e finanziario mondiale sostenuti da un sistema industriale che non aveva rivali nel mondo.
In quel periodo fu semplice per gli stati europei accumulare grandi quantità d’oro utili anche a bilanciare il valore delle valute emesse, basti pensare che la germania dopo la seconda guerra mondiale non possedeva nemmeno più un lingotto e attualmente con le sue 3300 tonnellate d’oro è la seconda nel mondo come riserve auree dietro solo agli Stati Uniti.
Attualmente anche le super potenze economiche come Cina, Russia ed altri paesi in netta crescita economica stanno adottando strategie compro oro per stabilizzare le proprie economie ma i limiti dovuti alla scarsità di questo prezioso metallo impediscono loro di poter raggiungere velocemente i paesi europei.
Dobbiamo tenere presente che gli stati detengono le proprie riserve finanziarie anche per mezzo di altri metodi nei quali vanno finire cifre nettamente molto più considerevoli rispetto a quelle che la difficile reperibilità dell’oro permette.
Resta il fatto che le riserve auree sono molto più sicure e per questo ancora oggi molto ambite rispetto alle valute e ai vari titoli di stato che i vari paesi utilizzano per far confluire il proprio surplus finanziario.

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