Lavori edilizi, ecco quando occorre la CILA

Districarsi nel mondo dei titoli abilitativi per l’edilizia non è semplice. Spesso cambiano le carte in tavola in seguito alle nuove normative. Di seguito i lavori per i quali è richiesta la CILA.

cila ediliziaL’introduzione del decreto SCIA 2 che, diventato Legge a tutti gli effetti è andato a modificare alcuni articoli del Testo Unico dell’edilizia, ha portato con sé diversi cambiamenti riguardanti i titoli abilitativi facendo una netta distinzione tra le opere per le quali è richiesta la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) e quelle, invece, che possono essere effettuate mediante CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata).

La CILA e i lavori che autorizza

Attualmente la CILA può essere utilizzata per tutti gli interventi edilizi che non rientrano nella SCIA o nel Permesso a Costruire. Rientrano in questa categoria, quindi, le operazioni di manutenzione straordinaria quelle opere, cioè, che sono volte a rimuovere o sostituire parti anche strutturali degli immobili e quelle volte a realizzare o integrare servizi igienico-sanitari o tecnologici a patto che queste modifiche non riguardino le parti strutturali dell’edificio e che non ne modifichino la volumetria o la destinazione d’uso.

I tempi della CILA e le modalità per la richiesta

I lavori legati alla CILA possono avere inizio il giorno stesso in cui viene presentata all’Ufficio Tecnico del Comune di competenza territoriale. Non possono, invece, avere inizio prima della presentazione della CILA. Per poterla richiedere bisogna rivolgersi a un geometra o in ingegnere qualificati, i tecnici in grado di asseverare il progetto: è il tecnico professionista, quindi, che assume su di sé la responsabilità del progetto stesso e dei lavori che verranno eseguiti. Se si vive a Roma, per esempio, si possono cercare dei tecnici abilitati alla presentazione della CILA nella Capitale.

Una volta presentata la CILA i lavori devono terminare entro massimo 3 anni dal loro avvio: è sempre meglio quindi presentare all’Ufficio Tecnico un modulo di fine lavori in modo da comunicare chiaramente il termine delle operazioni edilizie svolte. Al modulo di fine lavori, inoltre, è necessario accompagnare il certificato di collaudo firmato dal Direttore dei Lavori e una ricevuta di richiesta di variazione catastale, se giustificata dalla tipologia di lavori eseguiti.

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